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Quando venne al mondo nel lontano giugno del 1953, la piccola J. Rizzutelli non avrebbe mai immaginato che la sua vita sarebbe stata così avventurosa, talmente tanto da portarla a cambiare identità per ben due volte. In realtà quando nacque nessuno pensava che la sua vita sarebbe durata abbastanza a lungo per colpa della sua malformazione, anche i medici conoscevano poco di quella patologia alla colonna vertebrale, l'unica cosa certa era che se fosse sopravvissuta la sua vita non sarebbe mai stata come quella degli altri bambini. Ma J. almeno fino a quando nonna Umberta le rimase accanto quasi non si accorse di essere diversa dagli altri, perché la vecchia signora Rizzutelli riusciva a farle credere che il mondo intero fosse alla sua portata. Poi quando la donna morì, per colpa di una strana malattia che l'aveva progressivamente resa muta e immobile la ragazzina si rese conto di tutto all'improvviso. Il peso della malattia le piombò addosso come un macigno e la trascinò in un inferno senza fine. Trascorse tutta la sua adolescenza ferendo a morte il suo povero corpicino, prima con dei digiuni disumani e poi con delle abbuffate senza ritegno, l'unica cosa che desiderava era annientarsi per non sentire più il peso di quella diversità che la rendeva così ostile agli occhi della gente normodotata. Riuscì a trovare un po’ di pace soltanto quando, scoprì l'amore per la scrittura e cominciò a sognare di poter diventare una brava giornalista. Si iscrisse persino all'Università per poter realizzare quel sogno ma dopo qualche anno, la sua brillante carriera universitaria ebbe una brusca frenata e così riemerse ancora una volta la J. autodistruttiva. La delusione fu così grande, che decise di rompere i ponti con il resto del mondo e chiudersi per sempre in casa. Ma J. era una donna eccessiva che non aveva il senso della misura, era profondamente insicura e cambiava idea in continuazione, così dopo qualche mese di totale clausura prese una decisione clamorosa. Decise di fuggire di casa, comprò un biglietto del treno e arrivò nella Capitale convinta che avrebbe finalmente dato una svolta alla sua vita. E così fu, la sua vita a Roma subì una svolta clamorosa, J. lasciò il posto a Piccoletta. Una povera barbona che per riuscire a mettere qualcosa nello stomaco era costretta a vagare per le strade della città alla ricerca di qualche ricco cassonetto della spazzatura. Per quanti anni visse in quelle condizioni? la donna non seppe mai dare una risposta definitiva a quella risposta, nemmeno quando cambiò di nuovo identità e grazie all'affetto sincero di un affascinante medico ruandese dal passato misterioso, riuscì a diventare Fortuna una donna matura e responsabile capace persino di amare. Fortuna - il buco delle vite - edito da Ciesse edizioni collana green giugno 2012 è un romanzo che vi coinvolgerà pagina dopo pagina, un romanzo che vi conquisterà e poi non potrete più farne a meno. Sul sito della casa editrice in anteprima le prime venti pagine tutte da leggere e gustare http://www.ciessedizioni.it/fortuna/